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16.12.2017

TRUMP ZAMENJAL POLITIKO: ZDA priznale Jeruzalem kot prestolnico Izraela

Ameriški predsednik Donald Trump je danes na novinarski konferenci v Beli hiši sporočil, da so ZDA priznale Jeruzalem kot prestolnico Izraela in da bodo tja preselile svoje veleposlaništvo. S tem spreminja več desetletno politiko ZDA in tvega sprožitev novega nasilja na Bližnjem vzhodu.

Uredništvo/STA/R.M., foto: jutarnji.hr, Nacional
06.12.2017 ob 19:32

"Odločil sem se, da je čas za uradno priznanje Jeruzalema kot prestolnice Izraela. To je pravilna odločitev," je dejal Trump. V isti sapi je zagotovil, da si bo še naprej prizadeval za mir med Izraelom in Palestinci ter da bo podprl rešitev dveh držav v okviru trajnega mirovnega sporazuma, poročajo tuje tiskovne agencije.

Izraelski premier Benjamin Netanjahu je današnjo odločitev ameriškega predsednika Donalda Trumpa o priznanju Jeruzalema kot prestolnice Izraela pričakovano pozdravil kot zgodovinsko ter pogumno in pravično odločitev. Palestinsko islamistično gibanje Hamas je opozorilo, da je Trump s tem "odprl vrata pekla za ameriške interese v regiji".

Pozval je k miru in strpnosti ter napovedal, da bo ameriški podpredsednik Mike Pence v prihodnjih dneh obiskal Bližnji vzhod.

Status Jeruzalema je eno najbolj spornih vprašanj v bližnjevzhodnem konfliktu in je ključno za doseganje miru med Izraelom in Palestinci. Izrael razume celoten Jeruzalem kot svojo prestolnico, Palestinci pa nasprotno vztrajajo, da mora biti Vzhodni Jeruzalem, ki ga je Izrael zavzel v vojni leta 1967, prestolnica njihove prihodnje države. Celo ZDA, tradicionalna zaveznica Izraela, se glede tega načeloma niso postavljale na nobeno stran in so doslej vztrajale, da mora biti ta spor rešen v okviru bližnjevzhodnih mirovnih pogajanj.

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http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1965 | 7.12.2017 ob 10:08
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GERUSALEMME CAPITALE D’ISRAELE? GUARDATE DALLA PARTE SBAGLIATA.

Dopo 69 anni di negoziati di pace gettati alla fogna nel conflitto israelo-palestinese, per il mondo intero le speranze di vedere la fine di quella tragedia – fra l’altro uno dei carburanti principali del terrorismo (reazione) islamico contro l’Occidente – sono ormai nulle. Poi oggi Trump ha riconosciuto Gerusalemme come futura capitale d’Israele, e tutti a strapparsi i capelli. Brutta notizia per la pace, no?

No.

L’ho già scritto, ma lo ripeto oggi. Se si vuole capire dove sono le speranze per la pace, non dobbiamo guardare a est nel Mediterraneo, né alla Casa Bianca. Puntiamo tutti gli occhi su due fattori:

1) LA COMUNITA’ EBRAICA D’AMERICA E I LORO COMMENTATORI DI PUNTA.

2) LE RINNOVABILI.

Mi sbarazzo del secondo punto in due righe, perché voglio concentrarmi sul primo. Israele non era nulla per gli USA fino all’arrivo alla Casa Bianca di Dwight Eisenhower. La politica USA neppure celebrava l’Olocausto. Col crescere della dipendenza di Washington sul petrolio del Golfo, e poi con la grande crisi del 1973, l’America decise che Israele doveva diventare la più grande base militare americana del mondo a guardia dell’oro nero. E lì, il destino dei Palestinesi fu segnato. Oggi però il mondo sta marciando alla velocità di una supernova verso l’energie Rinnovabili in AI, e il petrolio è destinato al cestino della Storia, e con esso molta dell’importanza d’Israele per gli USA. Traetene le conclusioni da soli, visto che Tel Aviv senza armi e dollari USA combatterebbe con i moschetti napoleonici e farebbe il PIL a pompelmi Jaffa (enfatizzo ma più o meno…). Stop.

La domanda quindi centrale è: cosa mai potrà in America portare il consenso politico a costringere Israele ad accettare una pace decente coi Palestinesi e coi Paesi Arabi? La risposta sta nello spiare gli opinionisti di, ad esempio, il New Yorker o il New Republic, che sono i fogli di punta dell’opinione leader degli ebrei d’America. Solo 10 anni fa, entrambi erano integralisti fanatici pro-Israele, neppure una colite di Shimon Peres era criticabile, tutti muti! Poi…

Poi semplicemente Israele con la sua brutalità “neonazista” (citaz. Aharon Zisling, ministro di Ben Gurion) contro i civili del Libano o contro quelli di Gaza, li ha sempre più disgustati. Le Operazioni Militari israeliane Grapes of Wrath e Cast Lead sono state mostrate in Tv, e questa volta due uomini come Peter Beinart ex direttore del The New Republic e David Remnick ex direttore del The New Yorker, ebrei, hanno detto basta. Hanno vomitato anche loro. E con loro, e i loro editoriali, ha iniziato a vomitare anche l’ebraismo americano. Attenti, non accadeva dal primo minuto della nascita d’Israele nel 1948 che gli ebrei americani voltassero le spalle a quello che l’immenso dissidente ebreo Norman G. Finkelstein chiama “Lo Stato Psicotico”.

Ecco oggi cosa hanno pubblicato il New Republic e il New Yorker mentre la Casa Bianca approvava Gerusalemme capitale d’Israele, e ricordate che questi furono da sempre feroci partigiani americani a priori sempre pro Tel Aviv.

New Republic: editoriale di Alex Shepard “L’America storicamente ha assunto la posizione secondo cui la divisione di Gerusalemme come capitale dei due Stati è parte integrante ed essenziale della pace”… “L’eventuale riconoscimento di Gerusalemme come capitale indivisibile sarebbe come gettare veleno nell’acquedotto prima che vi bevano sia gli israeliani che i palestinesi”… “La posizione odierna della Casa Bianca e dei Sauditi sulla questione, distrugge le promesse di pace del Presidente”… “Si tratta di una decisione che era ovvio avrebbe portato sugli USA le critiche di tutto il mondo”.

Il New Yorker affida a un’altissima personalità ebraica un raffinato ma tagliente editoriale. Parla Bernard Avishai, professore alla Dartmouth and Hebrew University, e autore di La Tragedia del Sionismo, oltre che Senior associato al Guggenheim “In Israele la destra di Netanyahu ha controllato la realtà del Pese così a lungo che fra poco sarà inutile persino tentare di ricordare un passato che loro non hanno mai contribuito a costruire”… “La realtà che Gerusalemme Est sia, dalla guerra del 1967, territorio occupato da Israele secondo la legalità internazionale è ovvia a chiunque al mondo, meno che a Israele”… “Un sondaggio del Israel Democracy Institute ci dice che il 61% degli israeliani stessi hanno accettato Gerusalemme come città divisa”… (nda IL PASSAGGIO CHE SEGUE E’ DI CRUCIALE IMPORTANZA STORICA)… “Gerusalemme non fu mai un luogo di adorazione atavica per l’ebraismo. Il massimo moralista della Storia ebraica moderna, Ahad Ha’am (1891), lasciò scritto il suo shock nel vedere quegli strani uomini ebrei fare mosse inconsulte al Muro del Pianto… Ha’am scrisse che le pietre di quel muro rappresentavano la distruzione della nostra terra, e quegli uomini rappresentavano la distruzione della nostra razza”.

Non so se voi lettori italiani potete capire che micidiale portata hanno parole così scritte da quelli che in America erano le lobby-megafoni telecomandati di Tel Aviv da sempre. Esse rappresentano non solo l’inizio della fine dell’Israele irragionevole, fanatico, “neonazista” nell’oppressione, ma anche le prime pietre della pace futura laggiù.

Infatti pochi hanno notato che lo stesso Trump nella sua dichiarazione si è guardato bene dal sancire Gerusalemme come capitale INDIVISIBILE d’Israele. Ha infatti detto alla lettera “Non prendo posizione sugli accordi finali, inclusi i confini finali della sovranità d’Israele a Gerusalemme… E’ una questione che devono risolvere israeliani e palestinesi”. Hey, chi gli ha scritto quelle parole nel testo? Esattamente ciò che ho scritto finora. Sa che l’ebraismo americano ora non tollera più gli eccessi dello Stato ebraico.

Infatti un sondaggio nientemeno che del American Jewish Committee ha mostrato ieri che quasi la metà degli ebrei americani neppure arriva ad approvare lo spostamento dell’Ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme. E Trump sa che il 64% dei potentissimi ebrei americani aveva votato per la Clinton, mentre lui si era beccato un misero 18%.

Conclusione: calma tutti, gli strilli lasciamoli ai fessi austeri delle Tv. Là dove veramente si fanno i giochi (inclusa l’ebrea Goldman Sachs o nella Coca Cola Company), la corrente è cambiata, e caro psicotico e assolutamente anti-ebraico Sig. Netanyahu, tu e i tuoi sionisti fanatici avete gli anni contati.
Johny Reeb | 7.12.2017 ob 08:30
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Končno potreza , ki bo malo razgibala več desetletno status quo greznico.
@ yasuo | včeraj ob 22:22, ob 22:29 | 7.12.2017 ob 08:02
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eni (ti) pa dokazujejo, da so na ta svet prišli kot neuspeli oz ponesrečen poizkus "komunistov", ki niso v komunistični stranki nikakor uspeli.
yasuo | 6.12.2017 ob 22:29
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@vladoia
čudna stvar
brezmejno neumni znajo zaslužit miljarde brezmejno pametni pa znajo živet v komunističnem raju od zraka in vode
yasuo | 6.12.2017 ob 22:22
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če boste dovolj glasni vas bo Trump mogoče slišal in bo upošteval vaše nasvete(samo prej boste morali končati še kakšno šolo brez socialističnega pedigreja)
oi | 6.12.2017 ob 20:45
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tako ja podpirat izrael ki lahko počne kar zeli na racun 2 svetovne vojne ki so bili zrtve...palestine ni vec
Vladoiu | 6.12.2017 ob 20:21
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Brezmejna je neumnost slovenskega zeta..
tako  | 6.12.2017 ob 20:08
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je to ko židi vodijo Ameriko preko lutke Trumpa, vse skupaj pa $$$$$$$$$$$$$$$
ZDA | 6.12.2017 ob 19:56
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zopet išče novo vojno žarišče.To se točno vidi sedaj ko se je umirilo drugje ,pa drezajo v severno Korejo in z Jeruzalemom v vse Arabske države.
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